CONOSCIAMOLO MEGLIO
Mattia Abbate, nasce nel 1988 a Milano e sin da bambino si dimostra interessato allβattivitΓ sportiva seguendo numerosi sport in televisione. Γ laureato in storia allβUniversitΓ statale di Milano e attualmente lavora come giornalista presso La Repubblica. Giocatore di Powerchair Hockey dal 2008-2009 inizialmente nel Dream Team. In quella stagione ha lβonore di giocare a fianco di Marco Brusati nella sua ultima stagione, a causa della sua prematura scomparsa. Mattia inizia a giocare prima come stick difensivo, ruolo che non si rivela molto adatto alle sue caratteristiche e poi decide di diventare portiere e trova finalmente la sua dimensione. Nel 2014-2015 conquista il titolo di A2. Successivamente milita anche nella squadra meneghina delle Turtles. Ora ha deciso di entrare a far parte dei Wolves Bareggio, pronto verso nuove avventure nonostante la sua etΓ avanzata.
Per quale motivo hai scelto il numero 22 sulla maglia?
Se devo essere sincero perchΓ© solitamente, quando era bambino, i terzi portieri delle squadre di calcio avevano quel numero. Poi successivamente, essendo tifoso interista scelgo di tenere questo numero in onore di Diego Milito uno dei miei giocatori preferiti.
Quali sono i motivi per cui hai scelto questo sport? Quali emozioni trasmette?
Ho iniziato questo sport per il desiderio di mettermi alla prova e soprattutto perchΓ© mi piaceva lβidea di praticare uno sport di squadra. Γ uno sport che dΓ molte emozioni sia positive che negative. Quando gioco penso solo alla partita e mi sento un tuttβuno con la carrozzina che diventa uno strumento e non un impedimento. Inoltre durante la partita, non pensi piΓΉ ai tuoi problemi e ti concentri a giocare al meglio e a divertirti. Γ uno sport che consiglio di provare a praticare; nel mio caso quando ho iniziato non ho piΓΉ smesso.
Cosa ti piace di piΓΉ del tuo ruolo di portiere?
Per prima cosa Γ¨ il ruolo che mi riesce meglio, infatti mi sento meno adatto a stare in mezzo alla mischia. Inoltre mi piace lβemozione che ti dΓ parare un tiro, soprattutto quelli piΓΉ difficili. La cosa piΓΉ complessa di questo ruolo Γ¨ che quando si iniziano a subire due o tre gol di fila, non bisogna andare in tilt e nel corso degli anni ho imparato a gestire meglio questa difficoltΓ .
Che cosa ne pensi della nuova esperienza con i Wolves Bareggio?
Sono molto contento di questa esperienza soprattutto perchΓ© siamo persone che si conoscono giΓ da tempo e abbiamo condiviso molte esperienze, sia in campo che fuori. Il mio piΓΉ grande sogno sarebbe, prima di ritirarmi da questo sport, riuscire a rivivere lβesperienza della A1. Sono anche molto onorato ed emozionato per essere stato scelto come capitano di questa squadra: mi fa molto piacere poter mettere a disposizione la mia esperienza.

