MOHAMMED BAIDI

NOMEMOHAMMED
COGNOMEBAIDI
DATA DI NASCITA23/09/1992
NAZIONALITÀITALO-MAROCCHINO
RUOLOSTICK

CONOSCIAMOLO MEGLIO

Mohamed Baidi, per tutti Momo, nasce in Marocco il 23 settembre 1992. Nel tempo libero ama uscire con gli amici e giocare a Powerchair Hockey. È studente universitario, studia economia e gestione aziendale ed è alla ricerca di un lavoro. Ha iniziato a giocare a hockey quando aveva diciott’anni e si è subito dimostrato molto capace e portato per questo sport. Momo si definisce centrocampista, anche se in realtà il ruolo più corretto sarebbe Stick difensivo ma possiamo concedergli questa licenza. Quello che piace a Momo del suo ruolo è il fatto di essere sempre in movimento, così da poter dare un contributo ai compagni di squadra sia in fase offensiva che in fase difensiva. Momo è una persona a cui piace parlare e conoscere persone ma quando è in campo diventa un giocatore molto determinato. Quando gioca anche se non c’è spazio per lui, riesce a trovarlo e a mettere in serie difficoltà gli avversari. A volte questa sua grinta e grande abilità lo portano a commettere qualche fallo di troppo ma solo in rare occasioni. Questo a dimostrazione di quanto lui tenga a questo sport.

Per quale motivo hai scelto il numero 9 sulla maglia?

Ho scelto questo numero di maglia perché il mio giocatore preferito è Ronaldo il fenomeno, grandissimo attaccante dell’Inter che è ovviamente la squadra per cui tifo.

Quali sono i motivi per quei scelto questo sport? Quali emozioni suscita?

Ho scelto questo sport perché era l’unico che mi dava soddisfazioni. Le mie forze sono abbastanza limitate ma in questo sport posso utilizzare lo Stick per spostare la pallina senza dover usare le braccia. Questo gioco mi da molte emozioni, molta adrenalina, mi permette di giocare e divertirmi con i compagni di squadra e anche con gli avversari perché a fine partita si è tutti amici.

Qual è il giocatore più forte a cui hai reso la vita difficile grazie ai tuoi blocchi portentosi? Che cosa hai provato? Vi siete detti qualcosa in particolare?

Il giocatore a cui ha reso la partita più difficile penso sia stato Mattia Muratore quando abbiamo fatto un torneo con le nazionali, tra cui quella italiana. È stata una sensazione bellissima e, che io mi ricordi, non ci siamo detti niente di particolare ma spesso ho ricevuto complimenti da molti avversari. Tutto questo mi ha reso molto felice e mi sprona a fare sempre meglio.

Hai partecipato anche ad alcuni tornei internazionali, ce n’è uno in particolare che ti è piaciuto? Quali sono le cose che hai apprezzato di più di questa esperienza?

Tra i tornei internazionali a cui ho partecipato quello che mi è piaciuto di più è stato a Barcellona. Mi è molto piaciuta l’esperienza perché ho visto giocatori ad un livello più alto di quello che c’è in Italia. Non mi aspettavo di vedere un livello così alto e in futuro mi farebbe piacere fare altre esperienze del genere e anche magari andare in nazionale.

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